Vita umbra: vive ut post vivas.

Non vi hanno mai risuscitato? Nessuno vi ha mai parlato, perdonato, amato abbastanza da risuscitarvi? Non avete mai assistito a una risurrezione? Non avete mai risuscitato nessuno? Avete già provato la forza vitale che sgorga in un sorriso, in un perdono, in un’accoglienza?

Mettimi come sigillo sopra il tuo cuore

poiché forte come la morte è l’amore

Sono così enormemente e platonicamente innamorata di te e così incostantemente e intensamente innamorata del mondo che mi scoppia il cuore. Perché sia l’amore come il dolore si comporta uguale ai gas, che sia grande o piccolo riempie tutto lo spazio a disposizione, ogni meandro del cuore.

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Vetri rotti in giro per strada sono meravigliosi filtri di luci al tramonto

La fiera dei miracoli

Un miracolo comune:
l’accadere di molti miracoli comuni.

Un miracolo normale:
l’abbaiare di cani invisibili
nel silenzio della notte.
Un miracolo fra tanti:
una piccola nuvola svolazzante,
che riesce a nascondere una grande pesante luna.
Più miracoli in uno:
un lontano riflesso sull’acqua
e che sia girato da destra a sinistra,
e che cresca con la chioma in giù,
e non raggiunga affatto il fondo
benché l’acqua sia poco profonda.
Un miracolo all’ordine del giorno:
venti abbastanza deboli e moderati,
impetuosi durante le tempeste.
Un miracolo alla buona:
le mucche sono mucche.
Un altro non peggiore:
proprio questo frutteto
proprio da questo nocciolo.
Un miracolo senza frac nero e cilindro:
bianchi colombi che si alzano in volo.
Un miracolo – e come chiamarlo altrimenti:
oggi il sole è sorto alle 3,14
e tramonterà alle 20.01
Un miracolo che non stupisce quanto dovrebbe:
la mano ha in verità meno di sei dita,
però più di quattro.
Un miracolo, basta guardarsi intorno:
il mondo onnipresente.
Un miracolo supplementare, come ogni cosa:
l’inimmaginabile
è immaginabile.
Wislawa Szymborska 

Sierra de Madrid, camino de las ventas de El Escorial

Perché non è possibile che mia madre ed io si conversi serenamente senza finire a urlare istericamente? Perché qualsiasi argomento io proponga e qualsiasi opinione io esponga finisce che lei critica qualcosa di me o sottolinea un mio difetto e si inventa un mio problema e mi accusa di avere tal problema e continua a sproloquiare sul problema e per lei esisto solo come problema?

A pochi minuti in bici dalla nostra nuova casa scopro questo!

Non sembra di stare a Milano.

Oggi il mio cuore

non è altro

che un battito di nostalgia.

(Giuseppe Ungaretti)

Wir haben uns geschoben 
Durch alle Gezeiten 
Haben uns verzettelt 
Uns verzweifelt geliebt 
Wir haben die Wahrheit 
So gut es ging verlogen 
Es war ein Stück vom Himmel 
Dass es dich gibt… 

Du hast jeden Raum 
Mit Sonne geflutet 
Hast jeden Verdruss 
Ins Gegenteil verkehrt 

Vivo qui ora.


E sono qui ora. Mia madre ha reso questo spazio piccolo e vecchio assai gradevole. Ma non è ancora casa mia, è solo temporaneo dato che comunque mi sposto spesso e i miei infine si stabiliranno in Spagna. In realtà la casa in Spagna c’è stata sempre e ora è l’unica. Qui non c’è più casa mia, casa nostra, la casa della famiglia.

Ho appena rivisto l’appartamento che è stato CASA MIA per i passati 12 anni, vuoto,spoglio di ogni oggetto, di ogni segno che significasse un ricordo, gli spazi trasfigurati in assenza di arredamento, quell’odore che caratterizza i luoghi abbandonati senza identità, senza nome. Non è più casa mia, casa nostra. E la zona dove ho abitato per tutta la vita non è più la mia zona. Dove abiti? (Non più) LÌ, risposta data mille volte.
è strano. Sono atterrata stanotte nella mia città. Siamo tornati a salutare la vecchia casa non più nostra, ho passeggiato su quei pavimenti freddi, cercato di ricostruire nella mente gli ambienti, i colori di prima, dal pianerottolo sono per la prima e ultima volta acceduta al locale dove sta il volume tecnico dell’ascensore, la porta era eccezzionalmente aperta, sono salita per la scala verticale fino al piano rialzato dove c’é il motore e ho osservato l’esterno buio attraverso le finestrelle, guardavo il quartiere dal punto più alto dell’edificio, era un po’ rischiarato dai lampioni e da questo cielo che non é mai completamente privo di luce. Nello spiazzo davanti ai garage ho cantato alla notte parole con un senso che capisco io e non so se forse altri, ho giocato con la voce e ridevo mentre ero triste ed euforica e pedalavo in tondo, ho svuotato i miei polmoni di tutta l’aria e l’ho regalata alla città e al vento, urlando ero libera, ho gridato addio agli alberi e dall’auto che si allontanava ho gridato addio all’intero edificio, al quartiere, a tutta la zona dove ho abitato, alla (mia) casa.

è inutile che il rimorso e il desiderio di redimermi mi assalgano mentre cerco di addormentarmi, appena il sole fa capolino tra le tende e la gente in strada comincia a vociferare riprendo anche io la routine di errori e azioni insensate. Ieri notte infatti gliel’ho detto ai buoni propositi di andare a spasso nella testa di qualcun’altro, che nella mia durano giusto quei minuti o quelle ore che precedono l’oblio della mente che sogna, e infine nell’oblio sono relegati anche loro dalle tentazioni del giorno e fino a che la luna non sorge di nuovo, ci restano.

Mi sento come se potessi divorare il mondo e passeggiare sul sole